Rispetto della privacy o sicurezza dei lavoratori? Controllo a distanza della guardia giurata o prova di esecuzione del servizio svolto? La geolocalizzazione nella vigilanza privata continua a destare dubbi operativi e interpretativi, anche a causa di circolari contrastanti tra loro e interventi di più autorità competenti, non sempre in piena sintonia.
Per fare ordine sull’applicazione delle norme (tecniche e nazionali) sui sistemi di geolocalizzazione e sull’uso di videosorveglianza, ConFederSicurezza e Servizi è stata audita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) evidenziando che il DM 269/2010 impone l’utilizzo di sistemi di geolocalizzazione a tutela della sicurezza del personale operativo. Sarebbe dunque errata l’interpretazione secondo cui per le pattuglie sarebbe necessario un previo accordo sindacale o un’autorizzazione amministrativa ex art. 4 dello Statuto dei lavoratori. Per quanto riguarda la videosorveglianza, ConFederSicurezza ha chiesto che le valutazioni degli ispettorati si concentrino sulle finalità del trattamento, sulla proporzionalità e sulle misure di tutela adottate, in linea con il GDPR, piuttosto che sulla tecnologia utilizzata.
L’INL, nel ribadire che le circolari emanate nel 2023 e nel 2025 dovranno restare in vigore, ha però manifestato disponibilità ad un confronto operativo. Tra le proposte avanzate: 1) che le richieste autorizzative degli istituti con attività su più territori vengano trasmesse all’Ispettorato nazionale, in modo da garantire un’interpretazione uniforme e tempi di risposta più rapidi; 2) di avviare un’interlocuzione con le segreterie nazionali per definire un accordo valido sul territorio nazionale per le questioni già aperte, per le quali resta necessario il confronto con le OOSS.
“Siamo soddisfatti per la rapidità, la competenza e la franca disponibilità allo scambio con le quali siamo stati auditi” – dichiara Luigi Gabriele, Presidente di ConFederSicurezza e Servizi. “Sebbene eventuali risultati potranno essere valutati solo più avanti, si è però condiviso con l’INL che il GPS e tutte le tecnologie che concorrono alla sicurezza dei lavoratori debbano essere considerate cruciali. Parliamo di un settore fisiologicamente esposto al crimine e funestato da assalti, sempre più organizzati e barbari, ai furgoni portavalori”.