A seguito delle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera da Roberto Massucci in merito alle misure di sicurezza nell’area della Stazione Termini, ConFederSicurezza ha trasmesso una nota formale al Questore di Roma per chiedere un confronto sul corretto inquadramento giuridico e operativo delle figure coinvolte nel presidio del territorio.
In particolare, ConFederSicurezza fa riferimento al passaggio in cui il Questore ipotizza l’impiego di addetti alla sicurezza non armati “come gli steward”, descritti come «occhi sul territorio per controllare quello che accade davanti agli esercizi pubblici, pronti a dare l’allarme», sottolineando come tali figure non debbano essere dotate di poteri di polizia né qualificate come pubblici ufficiali.
Nella nota, il Presidente di ConFederSicurezza evidenzia come gli steward siano figure previste dalla normativa vigente per contesti ben delimitati, quali gli stadi o, in ambito diverso, gli eventi di pubblico spettacolo, e non possano essere automaticamente assimilati a operatori di sicurezza urbana né tantomeno sostituire il ruolo della vigilanza privata regolamentata.
Al contrario, la vigilanza privata – ricordano – è espressamente disciplinata dal D.M. 154/2009 per operare in contesti sensibili e complessi, come le aree urbane ad alta frequentazione, in un quadro di sicurezza integrata e di collaborazione strutturata con le Forze dell’Ordine.
ConFederSicurezza esprime inoltre perplessità rispetto a una gestione che vede il ricorso contemporaneo a figure molto diverse tra loro – steward, vigilanza privata, reparti speciali delle Forze Armate e di Polizia – senza un chiaro disegno di sistema, ribadendo la necessità di chiarezza normativa, coerenza operativa e riconoscimento delle competenze professionali esistenti.
Per questo, il Presidente Gabriele ha chiesto al Questore di Roma la disponibilità a uno scambio di idee e a un confronto diretto, nel comune interesse di costruire un modello di sicurezza urbana realmente efficace, sostenibile e rispettoso dei ruoli, a tutela dei cittadini, degli operatori economici e della collettività.
In allegato la nota inviata al Questore di Roma