21 marzo 2017


 FederSicurezza al Convegno della Fondazione ICSA sulle private military security companies 

Per il Presidente Gabriele “è impensabile che la guardia giurata che svolge servizi di antipirateria possa esimersi dalla tutela anche della persona fisica”

Si è concluso il Convegno, organizzato dalla Fondazione ICSA presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, dal titolo "Sicurezza del Paese ed interesse nazionale: un ruolo per le private military security companies?", al quale FederSicurezza è stata invitata per portare la propria esperienza su un tema di strettissima attualità: l'impiego di privati nei servizi di sicurezza alle persone.

Dai dati illustrati è emerso come l'impiego delle compagnie private di sicurezza sia sempre più massiccio e diffuso, con una crescita annua stimata oggi al 4%, per una cifra che nei prossimi anni supererà i 200 miliardi di dollari. Parliamo di un impiego che comporta rischi ma anche opportunità, e che, al netto dei pregiudizi che nel nostro Paese impediscono una visione corretta e pragmatica della sicurezza globale, se adeguatamente normato consentirebbe di garantire, in via complementare, il soddisfacimento di tutte quelle esigenze di sicurezza che lo Stato, per ragioni di carenza di risorse, non è più obiettivamente in condizione di assicurare. Un impiego che ad oggi in Italia, come è noto, è riservato ad un ristrettissimo tassello, tra l'altro sullo scenario internazionale, e cioè quello dell'antipirateria marittima, in cui è tuttavia innegabile che la tutela prestata non si limiti al solo bene "nave mercantile", ma si estenda, di fatto, alle persone, con le conseguenti difficoltà burocratiche, amministrative, di gestione, ecc. dovute alla carenza di una regolamentazione adeguata.

Sarebbe ora quindi di pensare ad una modifica del Tulps nel senso di consentire ai privati di fornire servizi di sicurezza personale non solo all'estero ma anche sul territorio nazionale: con circa 47mila guardie giurate e 30mila militari in ferma volontaria le professionalità da formare e impiegare di certo non mancano.

Nel suo intervento Luigi Gabriele, Presidente di FederSicurezza, ha espresso con fermezza la necessità di "uscire il prima possibile dalle ambiguità che caratterizzano il rapporto tra vigilanza privata e sicurezza alla persona, cominciando con l’ammettere che è impensabile, ad esempio, che la guardia giurata che svolge servizi di antipirateria possa esimersi dalla tutela anche della persona fisica.

Le nostre guardie giurate, oggi, vigilano su qualsiasi cosa: dalle stazioni agli aeroporti fino ai perimetri delle basi Nato. Siamo evidentemente in condizione di costruire un sistema di supporto talmente forte da “sgravare” la forza pubblica, e un domani magari anche i militari, da incombenze che, “ripulite” dagli equivoci e dagli impedimenti applicativi, siamo perfettamente in grado di assumere. Se possiamo legittimamente svolgere funzioni di antipirateria - chiede Gabriele - perché allora non possiamo vigilare su ambasciate, consolati e rappresentanze all’estero? Perché - prosegue - non riunire i due pilastri della safety e della security e rivisitare una normativa certa per le oltre 100.000 risorse altamente professionalizzate - non armati compresi - che abbiamo a disposizione?

Colgo infine l’occasione per rivolgermi direttamente alla politica e riproporre alcune questioni a nostro avviso di fondamentale importanza: perché non possiamo beneficiare anche noi, al pari dell’editoria digitale, di un intervento - in termini evidentemente di defiscalizzazione dei costi della sicurezza - che alleggerirebbe non di poco gli innumerevoli oneri che ricadono sull’espletamento delle nostre attività? Perché lo Stato, primo committente dei nostri servizi, è spesso anche il primo a violare sistematicamente i parametri imposti dalla legge? Mi auguro - conclude Gabriele - che i rappresentanti delle istituzioni oggi presenti raccolgano le nostre sollecitazioni, e di poter proseguire il confronto con il circuito della Fondazione ICSA, che ringraziamo per l’accoglienza riservataci”.

A.G.