07 marzo 2017


 Rinnovo CCNL vigilanza privata: confronto su validità e sfera di applicazione  

Al tavolo delle trattative il progetto di un nuovo perimetro applicativo

Le Parti Sociali della vigilanza privata si riuniscono ancora intorno al tavolo delle trattative per il rinnovo del Ccnl di categoria: stamani Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno presentato la loro controproposta sulla nuova sfera di applicazione e di validità del Ccnl della "filiera della sicurezza". Un progetto unitario che recepisce l’istanza di un significativo ampliamento dell'ambito applicativo del contratto, sia pur mantenendo un saldo ancoraggio alle previsioni del Dm 269/2010, e che lancia al contempo una "sfida" alle controparti contrattuali per quanto riguarda un possibile sistema di classificazione unica del personale.

Per Luigi Gabriele, Presidente di FederSicurezza, la proposta delle OO.SS. rappresenta "indubbiamente un segnale di apertura nei confronti di una realtà che siamo consapevoli di essere in forte ritardo nel recepire in maniera univoca. Raccogliamo la sfida e siamo aperti al cambiamento, purché di cambiamento si possa realmente parlare. Rileviamo con piacere che la nuova sfera di applicazione, così come articolata, già supererebbe la tradizionale dicotomia tra vigilanza privata e servizi fiduciari. Bene, stiamo partendo con il piede giusto.

Perché allora - rilancia Gabriele - non proviamo a ragionare, con un po' più di lungimiranza, anche in termini di safety e security? Le stesse istituzioni, a bene vedere, hanno de facto - seppur non de iure - già superato il limite tradizionalmente ritenuto invalicabile della sicurezza alla persona, ed è proprio di stamani la notizia dell'ipotesi di guardie giurate a bordo degli autobus anche a Roma. Tutto ciò impone una riflessione da sviluppare in maniera sicuramente attenta e approfondita, forse prematura rispetto allo stato attuale della discussione, ma se vogliamo ragionare davvero in termini di filiera è bene quantomeno aprire gli occhi sul fatto che sotto il “cappello” del Dm 269 del 2010 esistono anche realtà ulteriori rispetto a quelle oggi richiamate, che continuano a vivere sotto discipline contrattuali diverse: da parte nostra, anche se al momento ci limitiamo a ragionare in prospettiva, sarebbe auspicabile ipotizzare una reductio ad unum che ci consenta un domani di chiudere realmente il cerchio.

Condividiamo pienamente - prosegue Gabriele - la proposta sulla validità del contratto, certi dell'importanza di un riconoscimento della nostra contrattazione come riferimento unico e ufficiale per il nostro settore. È importante ora - conclude - sciogliere il nodo dell'inquadramento del personale: a fronte del sistema di classificazione unico, così come proposto, ribadiamo la nostra idea di un contratto modulare, come quello del turismo, in cui possano coesistere una parte comune alle diverse categorie - affini ma non sovrapponibili - ed il contestuale rispetto delle varie specificità, in modo da poter rispondere nel modo più efficace possibile alle diverse esigenze di ciascuna”.

Prossimo appuntamento, sempre a Roma, mercoledì 29 marzo.

A.G.