05 dicembre 2025


 Voci della sicurezza - Intervista ad Antonio Romano, Consigliere di Fondazione Asfàleia 

Voci della sicurezza: le interviste ai protagonisti del settore realizzate dalla Fondazione Asfàleia

Antonio Romano“insieme ad Assocyber ETS, la Fondazione Asfàleia crea un ecosistema dove l’impresa privata, il Terzo Settore e le istituzioni possono collaborare per costruire un modello di sicurezza condivisa, orientata al bene comune.".

Sicurezza integrata: verso un modello cyber-fisico condiviso in Fondazione Asfàleia
Intervista ad Antonio Romano, Consigliere di Fondazione Asfàleia

Imprenditore da oltre 50 anni nel settore della sicurezza fisica e cyber, della gestione finanziaria del patrimonio anche immobiliare, e nel comparto edile / impiantistica, è anche Presidente di AssoCyber, aderente a ConFederSicurezza e Servizi, che si prefigge di sostenere i propri soci nelle competenze di cyber-security con interventi di formazione e consulenza specifica, propagando la cultura della sicurezza in tutte le sue declinazioni fisiche ed informatiche con investimenti in ricerca scientifica orientata soprattutto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel comparto security.

Sicurezza fisica e cyber sono due facce della stessa medaglia, anche se non tutti sembrano essersene accorti. La convergenza non è peraltro solo tecnologica, ma anche – principalmente – culturale. Quali vuoti culturali occorre colmare con maggiore urgenza e che ruolo intende assumere AssoCyber in questo processo?

Negli ultimi anni la sicurezza è diventata un concetto ibrido: non possiamo più distinguere nettamente tra minaccia “fisica” e “digitale”. Oggi un sabotaggio informatico può causare danni materiali a un’infrastruttura, e un’intrusione fisica può diventare l’origine di un attacco cyber. Il vero vuoto che riscontriamo, però, non è tecnologico: è culturale. Molte imprese e istituzioni non percepiscono la sicurezza come parte integrante della loro governance, ma come un costo o un obbligo normativo. Da questa consapevolezza nasce AssoCyber ETS, che promuove la diffusione di una cultura della sicurezza accessibile a tutti – imprese, scuole, enti pubblici, cittadini – e crea ponti tra il mondo tecnico e quello formativo. Occorre una alfabetizzazione di base della sicurezza cibernetica, con particolare attenzione ai giovani ed alla realtà scolastica. La nostra missione è colmare il divario culturale, portando la sicurezza dentro la quotidianità delle persone: come competenza, come responsabilità, come bene comune.

Assocyber investe nella formazione e nella ricerca scientifica, anche tramite università e fondazioni – non è un caso, dunque, che lei sieda anche nel Consiglio della Fondazione Asfàleia. Quali competenze stanno diventando a suo avviso indispensabili per i professionisti della sicurezza integrata?

Chi si occupa oggi di sicurezza deve saper coniugare saperi molto diversi: analisi del rischio, cybersecurity, normative privacy, procedure di governo delle crisi, ma anche comunicazione e leadership. La sicurezza integrata non è solo un insieme di tecnologie: è un ecosistema di competenze. Occorrono figure capaci di leggere il dato tecnico e interpretarlo in chiave organizzativa, di collegare un sensore a una policy, un allarme a una decisione. In questo senso, AssoCyber ETS lavora per costruire percorsi formativi che uniscano le competenze tecniche e quelle umane, mentre la Fondazione Asfàleia ETS si occupa di ricerca e di divulgazione, favorendo il dialogo tra università, imprese e pubbliche amministrazioni. L’obiettivo è creare un linguaggio comune tra mondi che troppo spesso si parlano solo per emergenze, e invece dovrebbero progettare insieme la sicurezza del futuro.

Fondazione Asfàleia riunisce rappresentanze storiche della vigilanza privata, ma anche della sicurezza cyber, e ancora esperti e professionisti, tutti uniti dal fil rouge della sicurezza. Cosa significa creare un ecosistema associativo così ampio e integrato? E quali iniziative immagina per colmare il bisogno di alfabetizzazione alla sicurezza che ancora caratterizza il paese?

Fondazione Asfàleia ETS nasce dall’idea che la sicurezza non è un settore, ma un valore collettivo. Non si limita a rappresentare le imprese del comparto: lavora per diffondere conoscenza, etica e responsabilità nella gestione dei rischi. Attraverso iniziative con le scuole, con i Comuni e con il mondo associativo, Asfaleia promuove l’alfabetizzazione alla sicurezza in tutte le sue forme — fisica, informatica, ambientale, energetica. Insieme ad AssoCyber ETS crea un ecosistema dove l’impresa privata, il Terzo Settore e le istituzioni possono collaborare per costruire un modello di sicurezza condivisa, orientata al bene comune. È una prospettiva che rimette al centro la persona e la comunità, non la sola tecnologia.

A proposito di tecnologia: la vigilanza privata sta vivendo una trasformazione silenziosa (sensori intelligenti, access control in cloud, intelligenza artificiale, droni, robotica). Ma non è oro tutto ciò che luccica. Quali tecnologie, secondo lei, rivoluzioneranno davvero il comparto e quali si riveleranno solo mode passeggere?

Molti pensano che l’innovazione consista solo nell’adottare nuove tecnologie: droni, intelligenza artificiale, piattaforme cloud. In realtà, la vera innovazione nella sicurezza è integrare queste tecnologie in modo intelligente e sostenibile, riducendo i rischi umani e aumentando la capacità di risposta. Il futuro della vigilanza non sarà dominato dai robot, ma da professionisti in grado di usare strumenti digitali per analizzare dati, prevenire minacce e gestire situazioni complesse in tempo reale. Ad esempio la combinazione di Intelligenza Artificiale (AI) e video-analisi, la cyber-sicurezza estesi ai sensori (IOT) normalmente vulnerabili, l’utilizzo crescenti di droni per dominare le aree da proteggere, e l’utilizzo integrato di queste nuoe istanze in una piattaforma integrata di gestione centralizzata (i cosiddetti PSIM). La sfida è accompagnare le persone nel cambiamento, trasformando la tecnologia da rischio a opportunità: e questo è esattamente il ruolo che le nostre organizzazioni si sono assunte.